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Valerio e Lucia: precari a Roma, imprenditori di successo a Copenaghen

18 OTTOBRE 2017 | di La Redazione  

di Davide Campione

È  una storia positiva ed affascinante quella di Valerio Serino e Lucia De Luca, una coppia di giovani romani di 31 e 30 anni, che a Copenaghen ha trovato nel settore del food una realizzazione professionale ed economica difficilmente realizzabile in Italia. Oggi, i due sono proprietari di un ristorante gourmet e di una bottega che produce, cucina e vende pasta fresca, entrambi di grande successo.

Tutto ha inizio nel 2011, quando l’allora 24enne Lucia, dopo una laurea in Design, decide di trasferirsi a Copenaghen per frequentare un master. Dopo circa un anno Valerio, «stanco del precariato che vivevo in Alitalia, dove lavoravo», decide di raggiungerla e di coltivare la sua passione: la cucina. «La cucina – racconta aLa Nuvola Valerio – è da sempre una delle mie più grandi passioni ma fino al 2011, con Lucia in Italia avevamo fatto al massimo i cuochi a domicilio oppure piccoli catering. Prima di partire, però, ho seguito un corso professionale di cucina per alcuni mesi».

Nella capitale danese, i due intuiscono la loro grande possibilità quando apre il Papirøen – Copenhagen Street Food Market. Lucia e Valerio non ci pensano un attimo: decidono di rappresentare l’Italia in quello spazio e creano Il Mattarello, un pastificio autentico, con laboratorio a vista e cottura diretta di pasta fresca, biologica e artigianale. La novità e la genuinità della proposta – insolita a quelle latitudini – riscuote subito un grande successo.

«Lʼidea è nata dalla voglia di esportare ciò che di buono e sano esiste in Italia – racconta la coppia a La Nuvola -, dal desiderio di dare un esperienza autenticamente italiana ai nostri clienti. Stanchi del modo con cui, spesso, viene trattata la nostra cucina all’estero, abbiamo deciso di realizzare un pastificio artigianale e biologico, iniziando un percorso in cui le mie capacità si univano con le doti di una straordinaria designer come Lucia».

Mentre Valerio si occupa della cucina, infatti, la sua compagna mette nell’azienda le proprie competenze, occupandosi di brand design strategy, della presenza web, dei marchi dellʼazienda e dellʼinterior design delle attività. Da qualche mese i due romani hanno aperto il loro primo ristorante gourmet: Terra cucina, nel quartiere borghese di Østebro.

«Dopo lo street food del Mattarello, abbiamo pensato di offrire lʼopportunità di mangiare ricette italiane gourmet basate su un tipo di cucina che ritorna alle origini». Cosa vuol dire?«Di un ingrediente non scartiamo nulla: lo riutilizziamo, ci lavoriamo su, lo rielaboriamo per presentarlo al cliente con gusto e nuovi sapori. Vogliamo proporre una cucina che onori la nostra terra madre, appunto».

Che tipo di difficoltà burocratiche avete incontrato in Danimarca? «Molte. La burocrazia qui è molto complicata per chi non parla la lingua danese, non è assolutamente facile superare queste barriere”. A 30 anni avete due attività e un lavoro che amate: tornereste in Italia? «I nostri sogni li stiamo realizzando qui, giorno dopo giorno, ma dopo diversi anni l’Italia ci manca, ci piacerebbe ritornare per continuare lì nostri progetti. Ma questo, forse, è il nostro sogno più difficile».I motivi che vi hanno spinto a partire sono comuni a molti vostri coetanei: che consiglio gli dareste?

«Gli diremmo di credere in se stessi e coltivare le proprie passioni: la vita dà ad ognuno di noi delle doti, che a volte sono nascoste e bisogna saper far uscire. Tutto serve a tutto e tutti serviamo a qualcosa. Cercate e provate: questo è il nostro motto».

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